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Biblioteca Comunale - Storia
 

La biblioteca comunale di Lavis compie 30 anni. E' stata inaugurata il 22 novembre 1970.
La sua apertura era stata fermamente voluta dall'allora assessore provinciale Guido Lorenzi che con un programma lungimirante aveva previsto un decentramento delle biblioteche nelle valli e nei centri grossi della provincia con lo scopo, non tanto della conservazione del patrimonio, cosa questa già svolta dalle biblioteche di rilevanza storica, come la Comunale di Trento, quella di Rovereto, le biblioteche dei Frati Francescani e Cappuccini, ecc., quanto del consumo. Erano biblioteche che dovevano presentarsi con scaffali aperti, facilmente consultabili dal lettore, dove i libri erano a portata di mano. Cambiava pertanto sia la concezione della biblioteca che doveva diventare un centro di richiamo per letture, discussioni, ascolto di musica, ecc., sia la concezione del bibliotecario, visto non solo come esperto culturale, ma anche come animatore.

L'amministrazione comunale di Lavis, retta allora da Catullo Battisti, fece i passi necessari per rientrare nel grande programma di sviluppo della rete di biblioteche. Il 20 novembre 1969, con delibera del Consiglio Comunale, n. 52, venne istituita la biblioteca comunale e varato il primo regolamento, composto di sette articoli. Già con questo regolamento si davano le indicazioni sulla gestione della struttura e sul personale. Si ufficializzava un comitato di gestione denominato Consiglio di biblioteca.

La provincia inizialmente forniva un fondo standard di libri che erano direttamente acquistati e catalogati dagli uffici provinciali dove funzionava un centro di collegamento (Centro Biblioteconomico) che prestava assistenza tecnica alle strutture locali

In seguito i libri vennero acquistati su proposta del Consiglio di Biblioteca.

Il sistema di biblioteche previsto allora dal piano provinciale prevedeva la creazione di 34 biblioteche. Nel 1970, con Lavis, vennero aperte le sedi di Tione, Predazzo, Cavedine, Cembra, e Borgo Valsugana.

L'inaugurazione avvenne in maniera ufficiale, alla presenza del sindaco, del vicesindaco, del dott. Guido Lorenzi, della dott.ssa Schlecter, direttrice della Biblioteca Comunale di Trento, del bibliotecario e delle autorità religiose

Il consiglio di Biblioteca è formato da:

a) dal Sindaco che lo presiede

b) da 3 membri scelti tra le persone di maggiore cultura, prestigio ed obiettività, designati dal Consiglio Comunale

c) dal Dirigente della Biblioteca pubblica.

del. n. 52 dd. 20/11/1969

 


La sede era ubicata al II piano dell'edificio comunale. Gli uffici comunali a quel tempo occupavano solo il primo piano dell'edificio, al secondo c'era l'abitazione del vigile messo e alcuni locali non utilizzati che vennero trovati idonei per ospitare il nuovo servizio. Consisteva di due stanzette comunicanti, nelle quali si trovò spazio per 40 posti a sedere. La dotazione libraria contava inizialmente 500 volumi, c'erano abbonamenti a 5 riviste e due quotidiani.

 

L'accoglienza fu entusiastica da parte della popolazione, prevalentemente ragazzi, che svolgevano in biblioteca i compiti e cercavano materiale per le ricerche. Presso la biblioteca funzionava anche un servizio di novità offerto da un fondo di libri circolante gestito direttamente dal Centro Biblioteconomico, che raccoglieva le richieste di aggiornamento provenienti dalle varie biblioteche e con un bibliobus, riforniva le biblioteche con libri nuovi e ritirava quelli poco richiesti.

Nel 1973 i volumi erano circa un migliaio. Ci furono anche donazioni da parte del Gruppo Culturale Amici dell'Arte di Lavis guidato da Giuseppe Varner (donò L. 400.000 per l'incremento del patrimonio), della Cassa Rurale di Lavis che donò un'enciclopedia, dell'Ente Nazionale Biblioteche popolari e scolastiche di Roma che versò L. 200.000 per una vincita in un concorso a cui partecipò la biblioteca.

La sede con il tempo si rivelò poco adeguata per accogliere i frequentatori che dovevano affrontare due lunghe rampe di scale, male illuminate, per arrivare al II piano. In inverno il riscaldamento era garantito da due stufe a kerosene decisamente poco pratiche che spesso lasciavano al freddo e al fumo i visitatori.

Nel frattempo si era pure liberato l'appartamento adiacente e era in previsione la ristrutturazione di tutto il secondo piano per sistemare nuovi uffici comunali. L'amministrazione cercò una nuova sede per la biblioteca, che individuò nei locali a piano terra dell'edificio comunale, con accesso direttamente da via Matteotti, attraverso una grande porta vetrata, allora chiusa da una serranda avvolgibile.

Dopo un periodo di chiusura dovuta al trasloco, il giorno 8 ottobre 1974 venivano aperti al pubblico i nuovi locali, molto più ariosi e accoglienti dei precedenti e di metratura raddoppiata. Consistevano in due sale più i servizi, nei quali trovarono spazio una sezione ragazzi con nuovo impianto di fonoteca e una sezione adulti.

La praticità della nuova ubicazione e l'apertura della fonoteca diedero un forte incremento alle visite. Nel 1974 ci furono 10.087 presenze.

In quel periodo la biblioteca iniziò anche a collaborare con le associazioni culturali del paese per la realizzazione di attività esterne. Fu registrato presso la sede dal Circolo Culturale Amici dell'Arte un audiovisivo che doveva servire da supporto ad una mostra dal titolo "Io e i burattini", realizzata anche in parte con il contributo dei bambini della scuola elementare.

Presso la biblioteca prese il via anche l'attività del Cineforum Lavisano e il Gruppo Speleologico iniziò la realizzazione di un audiovisivo.

Varie furono le iniziative programmate in quei anni, ci furono corsi di lingue, presentazione di libri (Saor de tera di Italo Varner), serate di lettura di poesie dialettali, un corso di animazione per adulti, organizzazione di spettacoli teatrali e musicali.

A livello provinciale la rete di biblioteche si era molto ampliata con l'apertura di nuove sedi. La Provincia aveva varato nuove disposizioni legislative, in particolare la L.P. 26 agosto 1977, n. 17 in seguito alla quale venne steso un nuovo regolamento per la biblioteca, approvato dalla Giunta Comunale di Lavis con delibera n. 119, del 30 ottobre 1979, formato da 27 articoli; tale regolamento rimase poi in vigore fino al 1996.

Già nel 1980 l'amministrazione comunale era intenzionata a ristrutturare tutto l'edificio comunale e prospettava il trasloco degli uffici, compresa la biblioteca, per il periodo dei lavori, presso un edificio comunale di via Degasperi, appena sistemato e pronto per ospitare una nuova sede per la scuola elementare. La biblioteca venne quindi collocata nel nuovo edificio al III piano, nel sottotetto, e occupava tutta la mansarda, raggiungibile attraverso tre rampe di scale e un ascensore.

Nei piani sottostanti furono ospitati gli uffici comunali. Il 20 gennaio 1981 venne riaperta. Vari furono i problemi di adattamento: pur essendo lo spazio molto ampio, rimaneva per lo più inutilizzato per le dimensioni in altezza delle pareti circostanti, troppo basse, non adatte ad accogliere gli scaffali per i libri, l'illuminazione era scarsa, in estate il caldo arroventava la sala proprio per la sua posizione nel sottotetto e inoltre tutto il rumore prodotto ai piani sottostanti veniva amplificato verso l'alto. Quando la sede comunale fu nuovamente agibile gli uffici vennero trasferiti, ma la biblioteca rimase a occupare il III piano. La scuola elementare e la scuola musicale occuparono i piani sottostanti.

Nel 1981 varie furono le iniziative proposte alla popolazione, gli spettacoli teatrali Passione di fra' Dolcino e Margherita di Renzo Francescotti col gruppo Neruda, La bisbetica domata di Shakespeare con la Cooperativa teatro 10, corsi di tedesco, la Rassegna musicale lavisana con la Banda, i cori di Lavis e di Pressano, rassegne cinematografiche per la scuola, serate di diapositive e la presentazione del libro di A. Casetti, Storia di Lavis, con L'Associazione Culturale Lavisana.

Nel 1983 la biblioteca aveva un patrimonio di 6.364 libri ed era frequentata da una media di 850 persone al mese, media questa elevata a 870 nel 1984, 940, nel 1985, 1075 nel 1986 con un progressivo aumento nel corso degli anni successivi.

E' troppo lungo ricordare le attività culturali programmate negli anni '80, a titolo esemplificativo si ricordano un corso di informatica di base, vari corsi di lingue per adulti e ragazzi, iniziative con le scuole per la promozione alla lettura (Un libro come gioco - La lettura è un contagio - Poesia e ancora …poesia), spettacoli teatrali (Teleroto di Andrea Castelli, Miles Gloriosus di Plauto), conferenze varie e mostre.

La Provincia nel 1987 firmava una nuova legge, la n.12, "Programmazione e sviluppo delle attività culturali nel Trentino", nella quale era prevista una intera sezione relativa alle biblioteche e dettava norme sullo sviluppo, gestione e finalità di queste istituzioni.

Nell'ottobre del 1989, l'Amministrazione assunse per la biblioteca una seconda persona.

Nel febbraio del 1992, la biblioteca venne inserita nella rete informatica del Catalogo Bibliografico Trentino, questo permise di inserire in rete tutte le informazioni relative al patrimonio della biblioteca, di accedere alle informazioni sui documenti da catalogare e sulla loro collocazione presso le biblioteche.

Iniziò pertanto il lungo lavoro di inserimento dei dati relativi ai documenti bibliografici del patrimonio, con conseguente aggiornamento dei cataloghi e delle segnature di tutti i 12.300 libri allora posseduti. Lavoro questo svolto completamente dal personale della biblioteca, a ritmo serrato, utilizzando i ritagli di tempo o durante l'apertura al pubblico o nelle ore di lavoro interno.

Prese anche concreto avvio il Prestito Interbibliotecario (scambio di libri fra biblioteche) che permette tuttora ai libri di circolare sul territorio provinciale, gratuitamente per gli utenti, tramite il servizio postale,

Nel frattempo l'Amministrazione Comunale aveva acquistato e ristrutturato un edificio in centro paese, che avrebbe dovuto ospitare la biblioteca, la scuola musicale, un auditorium e una sala mostre. Successivamente la scuola musicale venne destinata ad altra sede e tutto lo spazio disponibile al primo e secondo piano dell'edificio venne riservato per la biblioteca. Il 14 settembre 1992 la vecchia sede venne chiusa e il 12 ottobre l'attuale nuova struttura venne aperta.

I nuovi locali molto ampi, ben strutturati, con spazi studiati per lo studio e la consultazione e per i servizi di lavoro del personale, divennero la sede definitiva della biblioteca.

Ora tutto l'edificio nel suo complesso, funziona da polo culturale, con una sala mostre e un auditorium a piano terra.

Le attività culturali proposte negli anni '90 sono state moltissime, dal concorso letterario Il piacere di raccontare alle iniziative collegate a W Avisio; conferenze a carattere letterario, filosofico e scientifico, mostre di funghi, di pittura, bibliografiche, concerti, corsi, ecc.

Nel 1995 sono state finalmente varate le direttive provinciali per i regolamenti delle biblioteche trentine a seguito della legge n.12 del 1987, che sono diventate legge (n. 8722 del 8.8.95). L'amministrazione comunale di Lavis ha approvato il nuovo regolamento della biblioteca con delibera consigliare n. 3 del 4.1.1996. Il nuovo regolamento, attualmente in vigore, è composto di 31 articoli.

Nel gennaio 1996 è stato attivato il prestito dei libri computerizzato con stampa automatica dei solleciti agli utenti ritardatari nelle restituzioni e nel gennaio 1999 è stata aperta una postazione per la consultazione di INTERNET.

A piano terra è collocato l'archivio storico comunale, consultabile presso la biblioteca.

Con il 1999 è stato definitivamente soppiantato il catalogo cartaceo del patrimonio, sostituito dalla ricerca informatizzata tramite terminale.

Il Catalogo delle biblioteche trentine (C.B.T.) è consultabile in INTERNET dal sito della cultura della Provincia Autonoma di Trento (www.trentinocultura.net) alla voce Cataloghi/Catalogo Bibliografico.

 
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