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Diceva Bruno Munari in una nota:
'Un passaggio che prima non c'era.....
Passa solo una persona alla volta.
Passa da una recita quotidiana a una
Recita fantastica, dove la logica non ha senso.
Per la prima volta si attraversa un'opera d'arte.
Dall'altra parte si trova una natura in parte inventata.
C'è un viale d'alberi disposto con la prospettiva capovolta.
Non c'è il lupo."
Un giardino abbandonato, attorno al quale aleggia uno strano stato di
mistero, e per di più con una conformazione così varia,
esiste per dar voce alle mille e una storie segrete che
il giardino stesso ha da proporci.
Nel progetto ci sono riferimenti che potrei cercare di spiegare, ma che
potranno benissimo lasciare spazio alla fantasia, una volta che si percorra
il giardino. Allora il senso di tutto il progetto sarà chiaro,
quando il nonno e il bambino saranno entrati in questo mondo perduto ridandogli
la vita.
Passeggiando nel giardino si inizia un viaggio che porta attraverso mille
spazi, ognuno con una storia da raccontare, un gioco per farci divertire.
Il sentiero svela di volta in volta nuove figure e geometrie, mille e
più colori che si ritrovano nella natura, negli oggetti, nell'acqua
zampillante, tutto per una continua emozione e meraviglia. Gli eventi
distribuiti lungo il giardino hanno un preciso riferimento a personaggi
e situazioni che i bambini conoscono bene. Ma vi è anche una presenza
continua di occasioni di gioco, che si fanno anche con oggetti semplici
e scherzi di luce, riflessi, spruzzi d'acqua, fili attorcigliati, rocce
appena squadrate, aria, verde...
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