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  Marta Paladin Furlani



 

Il giardino attuale ha più anime contrastanti: forse nascono da diverse fasi costruttive, forse dal desiderio programmatico di rendere complessa la sua lettura. Il progetto propone un’interpretazione semplificatrice, che separa e differenzia le diverse parti.

Individua e rafforza i limiti e la geometria del grande sistema terrazzato a destra dell'osservatore: lo tratta come una piramide a gradoni, come un'ascesa al tempio che si finge alla sua sommità e che chiude la composizione. I singoli gradoni sono trattati sul piano con colori diversi, così come simbolicamente colori diversi avevano i gradoni dello ziggurat.

La zona complessa alla sinistra dell'osservatore viene drasticamente semplificata e coperta di serre, secondo
il modello che possiamo vedere dispiegato nelle colture a terrazze liguri. La complessità del sistema e dei percorsi viene nascosta dai grandi tetti di vetro. Le parti rimaste libere diventano vasche d'acqua.

L'ambiguità presente attualmente nel giardino viene eliminata con un unico tratto, forse anche troppo deciso; si confrontato ora due parti perfettamente identificabili e distinte, costruite su logiche non più comparabili.

 

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