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  Pietro Ferrara



 

Il progetto si misura con la città ed inserisce il giardino nel percorso antico che é probabilmente quello originario di Lavis. La grande macchina misteriosa e straniante dell'accesso a “i Ciucioi” ritrova il suo posto al centro della composizione e diventa credibile, come cerniera necessaria tra il mondo del giardino e quello del paese.

Tutta la composizione diventa chiara e comprensibile. Il giardino è singolare, ma nasce evidentemente dall'esperienza dei terrazzamenti agricoli; la cerniera lo sutura all'abitato e la torre d'accesso mantiene la sua carica simbolica ma acquista un significato nuovo.

Anche nel trattamento delle altre parti il progetto mostra questa straordinaria volontà di fare chiarezza, di eliminare la parte oscura delle rovine e del loro fascino. Gli spazi frammentati diventano grandi prati aperti, i muri diventano percorsi intelligibili, le poche vasche d'acqua sottolineano i bordi.

 

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