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Il progetto si misura con la città ed inserisce
il giardino nel percorso antico che é probabilmente quello originario
di Lavis. La grande macchina misteriosa e straniante dell'accesso a i
Ciucioi ritrova il suo posto al centro della composizione e diventa
credibile, come cerniera necessaria tra il mondo del giardino e quello
del paese.
Tutta la composizione diventa chiara e comprensibile. Il giardino è
singolare, ma nasce evidentemente dall'esperienza dei terrazzamenti agricoli;
la cerniera lo sutura all'abitato e la torre d'accesso mantiene la sua
carica simbolica ma acquista un significato nuovo.
Anche nel trattamento delle altre parti il progetto mostra questa straordinaria
volontà di fare chiarezza, di eliminare la parte oscura delle rovine
e del loro fascino. Gli spazi frammentati diventano grandi prati aperti,
i muri diventano percorsi intelligibili, le poche vasche d'acqua sottolineano
i bordi.
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