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  Luigi Di Dato



 

Il progetto si costruisce sul contrasto tra una parte ancora in divenire, priva di una forma finita ed una invece perfettamente formata e riconoscibile.

Del luogo viene colta la natura doppia del cristallo: da un lato la geometria enunciata ma non facilmente comprensibile, sottoposta alle infinite varianti che le forze agenti sulla roccia le impongono e dall'altra la riconoscibilità assoluta del cristallo finito e formato, totalmente regolare.

La sutura tra le due parti è anche la linea di percorso principale. Un percorso artificiale, costruito facendo forza alla natura del luogo, utilizzando opportunisticamente gli anfratti, gli scalini, le terrazze. La ricompensa di questo lavoro faticoso non è tanto un nuovo giardino ma la scoperta di un’incredibile quantità di nuovi punti di vista, di prospettive sempre variate e tuttavia sottoposte ad una geometria spietata. Una geometria di frattali, un incredibile videogioco accelerato.

 

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