Il giardino dei Ciucioi costituisce
un autentico biglietto di visita del nostro territorio.
La sua collocazione sulle pendici del doss Paion, rivolto verso sud,
lo rende visibile a tutti coloro che entrano nella nostra borgata. E
laria di mistero che lo circonda né aumenta lattrattiva.
Purtroppo lo stato di abbandono in cui versa rischiava di comprometterlo
definitivamente. Per questo lAmministrazione comunale ha ritenuto
di acquisirlo al patrimonio pubblico e contestualmente ha promosso una
collaborazione con lUniversità di Venezia per divulgare
la conoscenza del sito, offrire unoccasione di studio e raccogliere
idee per la progettazione del ripristino del giardino.
Siamo lieti quindi di presentare ed offrire a tutti gli interessati
questo CD che raccoglie i lavori prodotti dagli studenti della facoltà
di architettura dellUniversità di Venezia.
Si tratta, come avrete modo di apprezzare, di un insieme molto articolato
di proposte che rendono ancora più stimolante l'opera di ripristino.
LAmministrazione comunale ringrazia quindi i professori e gli
studenti dellUniversità di Venezia per questo loro lavoro
che aiuterà a far conoscere ed apprezzare ancora di più
il nostro territorio ed in particolare il giardino dei Ciucioi.
Lauspicio e limpegno nostro è quello di proseguire
fino al completamento progettuale e realizzativo dellintervento
di ripristino per valorizzare un sito unico e del tutto originale, rendendolo
disponibile per tutti.
Architetto Simoncelli Bianca Maria
Responsabile dellUfficio Tecnico Comunale
Un luogo fatato tutto da scoprire
Forse la maggior parte delle persone che transitano
sulla strada statale per il Brennero non notano, sulla collina che sovrasta
il centro storico di Lavis, una torre semi diroccata. Eppure quella torre
è il segnale dellesistenza di un piccolo mondo nascosto .
Infatti quando ci si avvicina e si alzano gli occhi si rimane stupiti
e un po spaventati dallimponenza delle immagini che si intravedono
fra la vegetazione.
Ed è proprio limmagine lobiettivo ricercato
dal suo ideatore, che si è probabilmente ispirato al giardino romantico
ottocentesco.
Questo luogo è frutto della fervida fantasia e dellingegnosità
di Bortolotti Tommaso di Lavis che nella metà dellottocento
ideò e realizzò questa struttura.
NeIlopera, lartista ha cercato di creare angoli
ed immagini suggestive che catturano il visitatore e lo portano, attraverso
passaggi scavati nella roccia o esposti sulla valle, in luoghi magici:
la serra con le aperture ad arco a tutto sesto, il pensatoio riparato
i una nicchia nella roccia, il frontone di una chiesa con lorologio
scolpito direttamente nella parete del dirupo.
E poi ancora, la camera dei fuochi con tutti i cunicoli per convogliare
il fumo umido ai vari livelli e poter scaldare la terra nei mesi più
freddi, la sala del grande camino e il passaggio porticato che porta alla
torre.
Tutto questo sembra un grande gioco fatto dalluomo con la complicità
della natura, ed è proprio con il piacere della scoperta, della
ricerca della giocosità, del godere della natura e lavorare con
essa per raggiungere un qualche cosa di artificioso ma gradevole che è
stata affrontata la collaborazione con gli studenti del corso di Arte
dei Giardini.
Una ventata di novità, alcune anche irriverenti e sfrontate, ma
che permettono di vedere il territorio in maniera diversa e di volare
con la mente: cosa che sarebbe piaciuta anche al sig. Bortolotti.
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