Alberi delle rose (in greco rodon,
rosa e dendron, albero) o rose delle Alpi (Alpenrose)
per gli Anglosassoni ed i Tedeschi, i rododendri sono piante molto antiche,
potendone reperire i resti fossili risalenti a 50 milioni di anni fa, sia
in Europa sia in Nord America.
Le 800 specie che costituiscono il genere Rhododendron, appartenente alla
famiglia delle Ericaceae, sono tutte originarie dellemisfero nord
della Terra.
Nelle regioni himalayane (Tibet, Nepal, Cina) si trova la maggior concentrazione
di specie, circa 300. Numerose altre specie sono originarie del Giappone
dellEuropa, del Canada e degli Stati Uniti.
Le caratteristiche ecologiche e climatiche dei luoghi di origine dei rododendri
prevedono piovosità abbondante e ben distribuita nelle stagioni,
clima complessivamente freddo ed umido, suoli freschi ed acidi.
Anche nelle zone temperate comunque i rododendri riescono ad esprimere al
meglio le loro potenzialità.
La prima citazione del rododendro si deve al naturalista latino Plinio (Naturalis
Historia, Libro XVI), che tuttavia confonde queste piante con loleandro
(Nerium oleander).
Nel corso del 500 molti naturalisti tentarono di descrivere queste
piante, chiamandole però con altri nomi, quali Cistus o Chamaecistus.
Fu Andrea Cisalpino, nel 1583, a creare il genere Rhododendron nel suo De
plantis, confermato poi da Linneo nel 1753.
Questultimo tuttavia creò anche il genere Azalea,
nel quale riunì 6 specie e che rimase distinto fino al 1891.
In questa data i botanici stabilirono che non sussistevano differenze tali
da giustificare lesistenza di due generi distinti. Tutte le specie
vennero riunite nel genere Rhododendron, mentre la distinzione fra azalee
e rododendri rimane ancora oggi solo a livello commerciale e nel linguaggio
comune.
E importante quindi ricordare che per i botanici azalee e rododendri
sono la medesima cosa.
Nella tabella seguente sono indicate le differenze
più evidenti, fra rododendri ed azalee, che si ripercuotono sul
loro aspetto complessivo, e quindi anche sulle loro caratteristiche ornamentali,
con riflessi nella possibilità d'utilizzo in associazione o meno
con altre piante in un giardino:
| Caratteristiche |
Rododendro |
Azalea |
| Dimensioni |
più elevate, portamento espanso |
più limitate, portamento più
raccolto |
| Foglie |
grandi e sempreverdi |
piccole, in parte o completamente caduche
(*). |
| Fiori |
corolle ampie, dieci stami |
corolle contenute, cinque stami. |
(*) le azalee si distinguono in:
-caducifoglie: rientrano in questo gruppo
le Azalee mollis, selezionate a partire da Rhododendron japonicum;
piante d'altezza limitata (120-150 cm), a portamento compatto, rustiche,
con fiori piccoli e di colore brillante, sui toni del giallo e del
rosso-arancio.
- sempreverdi: alcune sono veramente tali, in altre il fogliame autunnale
si colora di giallo o rosso bruno, mentre in altri casi cadono le
foglie basali, ma permangono quelle vicino ai fiori, prodotte dalle
piante in estate. Nel gruppo delle azalee sempreverdi rientrano Azalea
indica e Azalea japonica. Le prime prendono il nome da
Rhododendrum indicum, introdotto in Europa nel 1600 (per Linneo
appunto Azalea indica), e sono le varietà che fioriscono,
grazie alla forzatura, in inverno. Esistono numerose varietà
e molti ibridi, in genere denominate in relazione al colore del fiore.
Molti di questi ibridi sono stati creati sul
Lago Maggiore a partire dallOttocento. Queste piante, seppure
siamo abituati a vederle quasi come piante dappartamento, possono
crescere fino a 3-4 m, anche rapidamente, ma sono in ogni caso piante
delicate.
Azalea japonica invece è stata
ottenuta da Rh. kiusianum, Rh. kaempferi e Rh. obtusum;
sono piante meno delicate, molto variabili per dimensioni e persistenza
delle foglie, raramente a fiore bianco.
Entrambi i gruppi presentano in ogni modo svariati colori dei fiori, bianco
lilla, rosa, rosso e arancio.
Il genere Rhododendron è molto
articolato e la descrizione delle specie può essere solo approssimativa.
I botanici hanno comunque suddiviso il genere in 43 gruppi, chiamati in
termine tecnico serie.
Lelemento morfologico, fenotipico, sul quale si fonda la ripartizione
è la presenza o meno di squame sui rametti, sulle foglie e sui
fiori.
In presenza di squame su questi organi i rododendri prendono il nome,
in inglese, di Lepidote (da lepide, squamoso o scaglioso);
i rododendri privi di squame si chiamano Elepidote.
Questi termini divengono, in latino, rispettivamente, Lepidoton ed Elepidoton.
La divisione fra questi due gruppi è completa anche a livello genetico,
poiché non è possibile libridazione fra rododendri
appartenenti ai due diversi gruppi.
Linteresse verso i rododendri deriva dalla bellezza dei fiori e
del fogliame, persistente, e dalla numerosità delle varietà:
esistono rododendri alti pochi centimetri ed altri a portamento arboreo.
Il grande valore ornamentale deriva tuttavia dalla morfologia del fiore
e dalla presenza di diversi tipi di infiorescenze.
Botanicamente, il fiore del rododendro
è attinomorfo o zigomorfo, tetramero o pentamero.
Osservando il fiore di fronte si osserva cioè
che si hanno più piani di simmetria (fiore attinomorfo) o un solo
piano di simmetria (fiore zigomorfo).
Fiore Attinomorfo

Simbologia nella formula fiorale:

(fiore simmetrico)
I fiori, imbutiformi o campanulati, sono costituiti
da petali saldati insieme (fiore gamopetalo) con forma di coppa o, appunto,
d'imbuto dai quali spesso sembrano sorgere direttamente gli stami.
Le gamme dei colori sono molteplici, andando dal bianco puro, ai gialli,
ai rossi, agli arancioni, ai rosa, talora con screziature e macchiettature.
Poche sono le specie profumate.
I fiori sono solitari oppure, molto più frequentemente, riuniti
in infiorescenze, spesso terminali (collocate allestremità
distale del ramo).
Le infiorescenze sono ombrelle (o ombrelle racemose) o racemi.
Ombrella
Racemo
La prima specie coltivata sembra essere
stata Rh. hirsutum in Gran Bretagna, specie indigena nelle Alpi
orientali, seguita da quattro specie nord americane, introdotte fra il
1650 ed il 1750.
Dal 1750 al 1850 furono introdotte le prime poche specie asiatiche; a
partire dal 1850, alcuni naturalisti si dedicarono a ricerche sistematiche
in vastissime zone asiatiche.
Lesplosione della coltivazione si ha perciò nellOttocento,
quando iniziano anche le ibridazioni tra specie.
I rododendri e le azalee hanno caratterizzato
fortemente i giardini dei grandi laghi, dove sono stati introdotti dagli
Inglesi, amanti e cultori di queste piante, già nel XVI secolo.
NellOttocento giungono in Europa R. caucasicum, R. catawbiense,
R. arboreum, R. molle (progenitore delle Azalee mollis), ed inizia,
in modo consistente, il paziente e sapiente lavoro di ibridazione.
Le specie coltivate ampiamente allinizio del 900 erano solo
una decina, mentre le specie note erano circa 350.
Proprio con la coltivazione dei rododendri si sviluppa la floricoltura
lacustre, tuttora famosa per le piante acidofile (camelie, kalmie, pieris,
skimmie, ortensie, ecc.), favorita dal clima mite. Fin dal secolo scorso
e a tuttoggi, si può quindi assistere nel periodo della prima
primavera a spettacolari fioriture multicolori sia nei giardini delle
ville, sia nei campi delle aziende dove queste piante sono coltivate,
prodotte ed ancora ibridate.
La gamma dei colori, dei cromatismi, delle dimensioni, delle epoche di
fioritura, del portamento, del colore delle foglie si può ritenere
quasi infinita.
Proprio per queste caratteristiche, è necessaria la conoscenza
delle proprietà desiderate per linserimento nei giardini,
insieme con altre piante, che va ben oltre la scelta del colore del fiore.
Le opportunità di decorazione del giardino che i rododendri ci
offrono sono molteplici, considerando anche che si tratta di piante che
se collocate e trattate opportunamente, sono longeve, a crescita relativamente
rapida e senza eccessive difficoltà di coltivazione.
In generale preferiscono una leggera
ombra, e questo è abbastanza intuibile poiché molte specie,
nelle zone d'origine vivono ai margini di boschi di conifere o in ogni
caso di radure boscose; tuttavia, considerato il grande areale d'origine,
esiste un certo numero di varietà che tollerano anche il caldo
ed il sole.
La loro molteplicità consente d'utilizzarli sia in grandi parchi,
in giardini, ma anche in quelli piccoli, come nel verde delle terrazze
poiché s'adattano bene alla coltivazione in vaso, essendo lapparato
radicale di dimensioni limitate e non eccessivamente espanso.
In natura esistono specie che raggiungono dimensioni ragguardevoli, come
R. arboreum, alto fino a 20 m, ma in generale gli ibridi più
diffusi non superano i 2-3 m, mentre per le azalee, come già indicato,
nella maggior parte dei casi si giunge a 120-150 cm.
Il lavoro paziente, sapiente ed appassionato
dei floricoltori e degli ibridatori ha recentemente prodotto anche varietà
ed ibridi che hanno naturalmente portamento compatto e si prestano bene
alla cimatura, in modo tale che si possono utilizzare per costituire piccole
siepi e per creare forme geometriche sferiche e semisferiche, richiamando
e riproponendo forme di allevamento amate e diffuse proprio nei giardini
lacustri.
In linea generale la fioritura avviene in aprile per le azalee ed in maggio
per i rododendri.
CLIMA: prediligono clima fresco e
con piovosità abbondante ma ben distribuita; per questo motivo
sono diffusi principalmente nellItalia Centro settentrionale; la
maggior parte tollera temperature minime fino a -15, -20 °C, tuttavia
questo aspetto deve essere valutato di volta in volta in relazione alla
varietà che si desidera utilizzare, poiché alcune soffrono
già a -5 °C.
Le basse temperature possono essere dannose soprattutto nelle fasi giovanili,
quando la pianta non ha ancora sviluppato una chioma capace di proteggere
il colletto e le radici. I luoghi prediletti sono comunque i giardini
lacustri, dove le asperità climatiche sono contenute, ma i rododendri,
considerando come sempre attentamente le loro caratteristiche biologiche,
sono utilizzabili anche in città e certamente nei giardini di montagna,
dove si possono utilmente e gradevolmente accostare ad altre acidofile,
a perenni di ambiente montano, e alle conifere, anche nane.
TERRENO: i rododendri richiedono terreno
acido (pH 5 - 5.5); in presenza di terreni molto argillosi o alcalini,
tali che la correzione del pH sia difficile e/o costosa, si può
ricorrere alla coltivazione in vaso o in aiuole rialzate. Se laiuola
è di materiale lapideo, ovviamente la pietra non deve essere calcarea.
Nel caso di coltivazione in contenitore, indicativamente il suo diametro
dovrà essere circa la metà del diametro della chioma, poiché,
come già indicato, lapparato radicale non è eccessivamente
espanso.
ACQUA: il terreno deve essere sempre
umido, ma non saturo dacqua. Lacqua da distribuire ovviamente
non deve essere calcarea. Vantaggiosa è la pacciamatura con corteccia
o aghi di pino o foglie, in modo da limitare la perdita dacqua per
evaporazione dal suolo, mantenendolo contemporaneamente fresco e soffice.
Queste piante reagiscono rapidamente alla carenza dacqua, ripiegando
le foglie.
ESPOSIZIONE: preferita lombra
leggera, poiché, a parte per quelle varietà più tolleranti,
i fiori sfioriscono prima e la richiesta dacqua è ovviamente
maggiore in pieno sole.
Per le varietà e gli ibridi di più delicati e con fioritura
precoce, sarà opportuno non esporre ad est, per il pericolo delle
gelate tardive. In questa posizione, infatti, i primi raggi di sole bruciano
le piante coperte di brina.
POTATURA: i rododendri non necessitano
di potatura, se non per la pulizia da rami secchi, esili, danneggiati
o troppo accresciuti.
Ovviamente, nelle azalee a portamento
compatto, o che tollerano la cimatura, si interviene invece dopo la fioritura
per mantenere la forma desiderata.
In tutte queste piante è invece fondamentale eliminare i fiori
appassiti, poiché in questo modo si favorisce la fioritura futura.
Alcune specie
Rh. augustinii, scoperto
nel 1886 in Cina, in zone montuose fra i 1300 e i 1400 m s. l. m.,
in radure ai margini dei boschi; laltezza è variabile
da 1 a 10 m, la pianta è sempreverde, con fiori raccolti in
racemo o ombrella di 2-6 fiori. La specie è molto variabile
a causa del grande areale di origine, perciò anche il colore
varia dal bianco al rosa al lilla. Ovviamente queste caratteristiche
sono state molto utili in orticoltura.
Rh. concatenans: origine in Tibet; sempreverde a foglie
glauche, azzurre, che rimangono tali anche sulla pianta adulta; su
di esse spiccano i fiori arancio chiaro.
Rh. davidsonianum: nelle zone di origine (Cina) si trova
anche in areali aridi, e quindi predilige posizioni soleggiate; laltezza
varia da 60 cm a 5 m, la corolla è bianca, rosa, malva o lilla.
In Italia raggiunge altezza massima di 3 m, con portamento espanso,
ampio ed eretto.
Rh. ferrugineum: Italia; di altezza limitata, sempreverde,
a fiori rosa porpora, cresce nei terreni acidi.
Rh. hirsutum: Italia; alto non più di un metro,
vive spontaneamente sopra i 1200 m, ai bordi dei boschi, in terreni
calcarei.
Rh. imperator: rododendro sempreverde, nano (h. 30 cm),
espanso, con fiori rosa malva, adatto al giardino roccioso.
Rh. lutescens: zona di origine regione dello Yunnan;
i fiori sono esclusivamente gialli, talvolta con macchiettature verdi,
che spiccano sul fogliame verde oliva. Fiorisce già a fine
febbraio - inizio marzo; raggiunge i tre metri daltezza.
Rh. maximum: specie di origine statunitense, può
raggiungere laltezza di 12 m, è stato introdotto in Europa,
nel 700.
Rh. ponticum: origine
in Spagna ed in Portogallo; sempreverde a fiore porpora, molto rustico.
Rh. radicans: rododendro nano, alto solo 10 cm, sempreverde;
adatto al giardino roccioso in zone fresche.
Rh. sinogrande: Birmania, spettacolare perché
ha foglie lunghe 80 cm e larghe 30 cm, con fiori bianco crema a macchie
cremisi: prezioso e raro, è presente allIsola Madre.
Rh. triflorum: molto mutevole, fiore sui toni del giallo.
La coltivazione è stata iniziata alla metà del secolo
scorso; il portamento è eretto, medio piccolo; la fioritura
è tardiva, da fine maggio a fine giugno.
Rh. wongii: altezza 0.5-2 m, fiori gialli, talmente
rustico che viene utilizzato nei giardini rocciosi dei paesi scandinavi.
Specie a fiore profumato:
Rh. auriculatum: di origine
cinese, questo rododendro diviene un arbusto o un piccolo albero,
alto fino a 3 m, con fiori bianchi soffusi di rosa e profumati.
Rh. bullatum: fiori bianco crema soffusi di rosa con
profumo simile alla noce moscata; h e diametro 2-2.5 m.
Rh. crassum: fiori bianchi; h. 5 m, diametro 2-2.5 m.
Rh. decorum: fiori rosa pallido o bianco; h e diametro
3-4 m; specie rustica fra quelle profumate, teme il sole del primo
mattino.
Rh. griffithianum: fiore bianco soffuso di rosa; h 6
m, diametro 3-5 m.
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